A “scuola” di giovani anziani

C’è una scuola materna a Seattle dove i genitori fanno la coda per iscrivere i loro figli.  Il metodo è stato ideato dal  Intergenerational Learning Center ed è stato reso possibile presso la  Providence Mount St. Vincent di Seattle. Questo istituto è frequentato da 125 bambini dai tre ai cinque anni. Ma la particolarità, che è anche il suo valore, è il fatto che si tratta di una casa di riposo che ospita  400 anziani con un’età media di 92 anni.

Cinque giorni alla settimana i bambini e gli ospiti del Providence Mount St. Vincent si ritrovano e si uniscono in una serie di attività programmate come la musica, la danza, l’arte, l’ascolto e la narrazione o semplicemente si incontrano e si fanno compagnia. Poi pranzano assieme e a detta degli esperti si tratta di una “frequentazione” positiva per entrambi. Gli anziani coinvolti nei programmi tendono ad essere più ottimisti, a mantenere viva la memoria e i ricordi, ad avere più relazioni, a prendersi più cura di se stessi e a sentirsi ancora utili. I bambini migliorano le abilità sociali e affrontano meglio i processi di crescita e di invecchiamento e imparano a rispettare le persone fragili.

Inizialmente si è trattato di un esperimento cominciato nel 2011. Visti i buoni risultati questa scuola materna è diventata una realtà. Attualmente è tra le più richieste e ha ricevuto molti premi. Ha destato talmente interesse che il regista e studioso  Evan Briggs ha realizzato, per raccontare questa nuova frontiera dell’educazione, un documentario intitolato Present perfect (passato prossimo) girato frequentando le movimentate sale del Providence Mount Saint Vincent.

Illuminante la sua descrizione: «Gli anziani residenti hanno subìto una completa trasformazione in presenza dei bambini». Ha visto con i suoi occhi cosa succede: «Prima dell’arrivo dei piccoli, gli ospiti della casa di riposo sembravano mezzi morti o nel migliore dei casi addormentati. Era un’immagine davvero deprimente. Ma non appena i bambini sono entrati per le vari attività ecco gli anziani riprendersi e ritornare alla vita».

E per quanto riguarda i bambini? Inutile dirlo: basta aver visto almeno una volta come sono felici e stanno bene insieme ai loro nonni quando hanno la fortuna di averli e di poterli frequentare.

famigliacristiana.it

La Redazione

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