Cinturato Pirelli provato nel 1965 da Fangio su pista Monza

Con la sua struttura rivoluzionaria – formata da una cintura che stringeva la carcassa radiale rendendo il pneumatico stabile e performante – il Cinturato Pirelli è un’invenzione che negli Anni ’50 non solo ha cambiato solo il volto dell’automobilismo, a partire da quello delle competizioni sportive, ma anche la comunicazione pubblicitaria.

Proposto nelle pubblicità di quei tempi come anello forte nella ‘catena della sicurezza’ insieme allo storico Stelvio e allo specializzato Inverno, il Cinturato è stato sempre raccontato attraverso innovative campagne pubblicitarie, ideate da grandi creativi del tempo per mettere in evidenza le qualità innovative. Sono gli anni in cui la motorizzazione prende piede e in cui le automobili – grazie alla migliorata rete stradale – possono sfruttare la maggiore potenza e raggiungere velocità più elevate. Un contesto che è perfetto per il Cinturato, un pneumatico sicuro e performante che invita a viaggiare su e giù per avveniristiche autostrade, che dà un ‘tocco di charme’ in più alle vetture eleganti e che è, sempre e soprattutto, una gomma sicura. Negli Anni ’60 le potenze dei motori cominciano a salire e le velocità ad aumentare, generando nuove esigenze di tenuta di strada, in situazioni di sollecitazione in cui la costruzione radiale con cintura stabilizzatrice mostra tutta la sua superiorità. Partito dall’equipaggiamento quasi esclusivo di vetture sportive o di lusso, il Cinturato allarga la propria gamma – e quindi la diffusione – a misure proprie di segmenti automobilistici numericamente sempre più vasti. Il disegno battistrada ”è ancora quello del Cinturato normale” – spiegano i bollettini di vendita dell’epoca – ”un disegno pienamente soddisfacente, dato che la cintura sotto il battistrada ha dimostrato di essere anche adatta alle alte velocità”. Non è un caso che, nel 1965, la Pirelli scelga il campione mondiale di Formula 1 Juan Manuel Fangio come testimonial per la campagna pubblicitaria ”Cinturato è solo Pirelli”, una serie di Caroselli girati sul circuito di Monza. ”Un tempo correvo con lo Stelvio Pirelli, la sua sicurezza en velocidad era eccezionale – dice Fangio in uno degli spot rivolgendosi alla macchina da presa mentre scende dall’auto, una Fiat 1500 Spider bianca con cui ha appena affrontato a tutta velocità la pista di Monza, sopraelevata compresa – Bien, el Cinturato è ancora più sicuro”. In un altro filmato pubblicitario della stessa serie – che fa parte dell’archivio della Fondazione Pirelli – la macchina cambia, è un’Alfa GTC rossa. Altri sobbalzi sulla Sopraelevata, ancora la frenata con la Torre Pirelli sullo sfondo. Questa volta Fangio esclama: ”Extraordinario Cinturato Pirelli!”.

Lui che negli Anni ’50 ha vinto tutto affidandosi alla ‘sicurezza en velocidad’ dello Stelvio, ora deve riconoscere che il Cinturato, nell’inflessione argentina ‘Sinturato’, ha doti di sicurezza, velocità, aderenza, flessibilità davvero straordinarie. Arrigo Castellani, allora direttore della pubblicità Pirelli, intuisce allora che, in quel periodo di picco della motorizzazione di massa, il Cinturato è in grado di fare un’ulteriore promessa oltre a quella originale di velocità e tenuta al limite. Cioè quella che il radiale Pirelli offre anche sicurezza al massimo livello. E chi meglio di un pilota famosissimo può garantire agli automobilisti di ogni giorno le qualità della rivoluzionaria struttura a carcassa radiale? Sul mercato da oltre un decennio, il Cinturato degli Anni ’60 è ormai uscito dalla nicchia dei piloti ‘duri e puri’ per andare alla conquista di segmenti sempre più ampi. Il pneumatico messo a punto e brevettato nell’immediato Dopoguerra dell’ingegner Luigi Emanueli – genio della ricerca e sviluppo Pirelli – sta ora cavalcando il boom automobilistico internazionale. In breve Cinturato ha ormai superato le 50 licenze di fabbricazione rilasciate a Case produttrici di tutto il mondo. Di lì a poco, nel 1970, una campagna pubblicitaria descrive il Cinturato come il pneumatico preferito da supercar come Lamborghini Miura e Maserati Ghibli, ma anche da piccole sportive come Lancia Fulvia HF e Alfa Romeo Junior Z, e ne certifica il ruolo di punto di riferimento per l’industria automobilistica. E’ sicuro, veloce, aderente, flessibile. Del resto cosa si può chiedere di più a un pneumatico ‘extraordinario’. 

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