Dove eravate?! – Editoriale luglio 2016

editorialeDove eravate?! Un urlo, una domanda disperata, un rimprovero rabbioso. Dopo l’ultimo terribile incidente ferroviario sulla tratta Corato – Andria accaduto lo scorso 12 luglio c.m. come 30 anni fa’, che ha causato la morte di 23 persone (4 ancora dispersi ndr.) e 50 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni, i parenti delle vittime e la gente tutta si chiede sgomenta: “Dove eravate?!”. 

Dove eravate (prima dell’incidente) a tutte le autorità intervenute in questi giorni e a chi non ha garantito la totale sicurezza su quell’infausto binario unico. Dove eravate quando nel lontano 2008 furono stanziati più di 100 milioni di euro per rimodernare la rete ferroviaria gestita dall’azienda privata “Ferrotramviaria S.p.a.” e ne sono stati usati soltanto meno della metà; dove eravate?

Una tragedia immane, come definita a più riprese da chi ha prestato i primi soccorsi, che nel 2016 non deve accadere. Non deve accadere che in un Paese come il nostro, di certo non del Terzo Mondo con rispetto parlando, si risparmi sulla sicurezza nei trasporti; non deve accadere che lo Stato italiano attraverso le sue più alte cariche si ricordi del Meridione solo e soltanto in occasione di grandi tragedie; non deve accadere che tutto questo passi in sordina non appena ci sarà un nuovo giro di boa, non facciamolo accadere.

Oggi alle esequie delle 23 vittime (solo 13 feretri erano presenti per il rito pubblico, gli altri 10 in rito privato ndr.) ufficiate ad Andria città più martoriata da questo assurdo incidente, erano presenti il Capo dello Stato Mattarella e altri rappresentanti dei vertici italiani; quanto durerà questa commozione per loro? E’ vero, bisogna andare avanti, ma il nostro auspicio è che presto venga fatta giustizia: l’inchiesta condotta dal Tribunale di Trani sicuramente non farà resuscitare le povere vittime coinvolte, ma porterà ad una conclusione giusta, non archiviata, dell’accaduto.

Lo sperano tutti, lo sperano i parenti di tutte le persone coinvolte, lo speriamo anche noi che facciamo cronaca alle volte in modo poco ortodosso perchè non ci saranno mai soldi a poter risarcire o annullare il dolore di chi ad oggi ha sete di giustizia tanto sbandierata da Nord a Sud, ma molto bistrattata. L’Italia da un po’ di anni a questa parte viaggia su un binario unico, quello della demagogia e dei finti proclami: sarebbe ora il caso di porre fine a queste “morti sociali” senza più coinvolgere gente innocente.

Stefano Patimo

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