L’editoriale del direttore – marzo 2016

editorialeIn un periodo storico caratterizzato da discriminazioni razziali, etniche, di colore è difficile affrontare argomenti lontani dalla cronaca nefasta che purtroppo ci circonda o sentir parlare di fratellanza, unione fra popoli, uguaglianza ecc. Una dicotomia che urla giustizia, un paradosso che non dovrebbe dipingere le nostre giornate; per fortuna non è sempre così. Tre giorni fa si è festeggiata una ricorrenza storica: la festa della donna. Evento che il più delle volte tramuta l’essenza del tutto in qualcosa di consumistico: donna amata e bistrattata, sfruttata, usata e perchè no omaggiata con delle mimose, come accade ogni anno l’otto marzo, e poi? Consumismo e basta? Noi non vogliamo ricadere in questi luoghi comuni, ma vogliamo raccontarvi di un evento che si è tenuto a Bari circa 72 ore fa e che dimostra la voglia di iniziare, passo dopo passo, un percorso volto all’integrazione dei popoli partendo proprio dalla figura della donna madre, moglie, amica, sorella, lavoratrice, consacrata.

L’otto marzo è la ricorrenza in memoria delle “suffragette” che lottarono in Inghilterra nel 1869 e agli inizi del ‘900 in Italia per la conquista di diritti che erano loro negati. A Bari, presso la parrocchia di S. Sabino è stata organizzata dalla comunità mauriziana in Italia “La festa della donna” con la partecipazione della dott.ssa Francesca Bottalico assessore al Welfare del Comune di Bari, della segretaria regionale UIL Pari Opportunità dott.ssa Valeria Andriano, della presidente dell’associazione Onlus “S. Moscati” dott.ssa Rosanna Guglielmi, della presidente del Club Unesco di Molfetta avv. Betty Camporeale, della presidente dell’Associazione “Onda Perfetta” dott.ssa Parashqevi Capo, della responsabile del movimento dei Focolari di Bitonto dott.ssa Lucetta Caradonna.

E’ stata configurata la donna come sostegno, pilastro della famiglia e della società, madre, moglie, lavoratrice instancabile, sempre disponibile, pronta ad amare, a sostenere, a dare la gioia, la vita, la luce, la pace. Diverse testimonianze sono state date in riferimento alla condizione della donna oggi in Italia e nei luoghi di origine delle partecipanti di vari Paesi come Yemen, Perù, Russia, Arabia Saudita, Eritrea, Georgia, Romania, Isole Mauritius, Venezuela, Scozia, donne immigrate in Italia e ben integrate con le proprie famiglie nel territorio di Bari.

A conclusione dei vari interventi la sig.ra Caradonna ha delineato la figura della fondatrice del Movimento dei Focolari Chiara Lubich paladina dell’ideale dell’unità e della fratellanza universale. Non sono mancati momenti di riflessione, ma anche di semplice e piacevole spettacolo (foto in basso ndr.) con balli, danze e degustazioni di cibi tradizionali delle varie nazionalità rappresentate.

Un evento, dunque, che pone al centro della nostra società la figura della donna come simbolo di condivisione fraterna e rispetto, spingendoci a riflettere sull’importanza di piccoli gesti che potrebbero rendere sempre più grande l’amore verso il gentil sesso e chi è tanto diverso ma uguale come noi.

Stefano Patimo
Foto gentilmente concesse dal Movimento dei Focolari.

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