Luca Alemanno presenta “I can see home from here”

luca alemanno (© ilenia tesoro)

“Il controllo tecnico, la precisione e la facilità che Luca possiede sul suo strumento sono impressionanti. Con la sua musica, riesce a creare nuove direzioni dove la Tradizione del Jazz diventa un trampolino.” Herbie Hancock. “La musica che scrive Luca è Arte allo stato puro. E’ poetica ed ha uno sguardo rivolto al futuro.” Jerry Bergonzi

BARI – Tre tappe in Puglia, tutte d’un fiato, nella terra d’origine, per presentare “I Can See Home From Here”, il suo album di debutto come bandleader.

Il contrabbassista e compositore Luca Alemanno, dopo l’anteprima a Parma e in attesa della chiusura a Roma, si esibisce per tre live del suo esclusivo release tour. Venerdì 11 ottobre alle 21 appuntamento presso l’Auditorium del Liceo Classico Carlo Troia di Andria insieme ad Alessandro Lanzoni (piano) Gaetano Partipilo (sax) e Mimmo Campanale (drums). Sabato 12 alle 21.30 al Duke Jazz Club di Bari, con Dario Congedo che prende il posto di Mimmo Campanale (drums). La trance pugliese si chiude domenica 13 alle 20.30 a Palazzo Pesce – Location Eventi, a Mola di Bari, dove, oltre ad Alessandro Lanzoni (piano) e Dario Congedo (drums) si aggiunge il sassofonista Gaetano Partipilo per il concerto finale della sua Masterclass in Sassofono e Improvvisazione jazz.

Originario di Alessano in provincia di Lecce, Luca Alemanno vive attualmente negli USA tra a Los Angeles e New York, dopo tre anni a Roma e innumerevoli viaggi in svariate città e Paesi del mondo nel corso degli ultimi dieci anni. Navigando tra continenti e nuove culture, attraverso la scrittura Luca ha esplorato i concetti di appartenenza e di “Casa”, intesa sia come luogo fisico che semplicemente come un sentimento, un oggetto o una persona.
Le idee compositive sono legate a doppio filo con l’entusiasmo e la nostalgia di chi vive a migliaia di chilometri da casa, spesso circondato da una cultura ancora inesplorata.
Riflettendo sui propri incontri con il familiare e lo sconosciuto, Alemanno si interroga riguardo ai concetti di identità culturale, comunità e indipendenza. Nel condividere il suo processo di ridefinizione del significato di “Casa”, Luca cerca di evocare e ispirare un desiderio di introspezione negli ascoltatori, ciascuno con i propri viaggi intorno al mondo e dentro se stessi.
Tutte le composizioni sono state concepite e modellate durante il periodo vissuto a Los Angeles tra il 2016 e il 2018, lavorando a stretto contatto con vere e proprie leggende viventi

come Herbie Hancock e Wayne Shorter i quali sono stati presenti ed hanno arricchito il processo creativo e compositivo del materiale presente nell’album.

Nella musica riecheggiano armonie proprie dei compositori contemporanei e della “Seconda scuola di Vienna,” miste a ritmi e “groove” propri della cultura afroamericana, il tutto amalgamato da melodie che condividono l’identità della scena contemporanea newyorkese e del lirismo Italiano.

La band che ha suonato nel disco dando vita a 7 composizioni originali è composta da musicisti provenienti da tutto il mondo: Miguel Zenon (8 Grammy Awards Nominations) al sax alto (Porto Rico), Jon Hatamiya al trombone (USA), Simon Moullier al vibrafono (Francia), Isaac Wilson al piano (USA) e Jongkuk Kim alla batteria (Corea del Sud).

Alemanno omaggia la tradizione jazzistica inserendo nell’album un’interpretazione in basso solo del famoso standard “Stardust”.

L’uscita del disco è accompagnata dal primo videoclip ufficiale della title track “I can see Home from Here”, realizzato dal visual artist Hermes Mangialardo. Un mix in animazione 2D, 3D e motion graphics che rappresenta radici e rami luminosi, connessioni neurali che diventano strade solcate da lampi di luce. La musica ci porta verso un viaggio che è sia mentale che fisico tra città che si trasformano, tra vie e palazzi che diventano elementi polimorfi ma pieni di vita.

LINKS
Sito ufficiale > www.lucaalemanno.com

Facebook > http://bit.ly/alemannofb

Instagram > http://bit.ly/alemannoista

BIOGRAFIA

Attualmente a Los Angeles, leccese d’origine, il contrabbassista/bassista elettrico Luca Alemanno è considerato dalla critica “tra i più raffinati giovani musicisti di jazz contemporaneo che l’Italia ha attualmente da offrire.”

Luca ha registrato e suonato in svariati jazz club e festival in Europa, Asia, America del Nord e America Latina insieme ad artisti internazionali come Herbie Hancock, Esperanza Spalding, Dee Dee Bridgewater, Miguel Zenón, Mark Turner, Walter Smith III, Joe Lovano, Gerald Clayton, Stanley Jordan, Kenwood Dennard, Maria Schneider, Jerry Bergonzi, Mark Giuliana, Dave Koz, Jason Lindner, Enrico Pieranunzi, Fabrizio Bosso, Flavio Boltro, Rosario Giuliani, Anne Ducros, Logan Richardson, Kim Plainfield, Magnus Lindgren, Nicola Conte, e molti altri.

Luca è stato alunno del prestigioso Thelonious Monk Institute of Jazz Performance (2018), istituto rinomato in tutto il mondo ed ha studiato e si è esibito con vere e proprie leggende del jazz come Herbie Hancock, Wayne Shorter, Chris Potter, Danilo Perez, Terri Lyne Carrington, Jeff “Tain” Watts, Jimmy Heath, Billy Hart, Billy Childs e molti altri.
Precedentemente ha studiato in Italia diplomandosi in contrabbasso al Conservatorio T.Schipa di Lecce e in basso elettrico al Conservatorio G.Martucci di Salerno con Dario Deidda. Nel 2017 vince il primo premio al Concorso Internazionale di contrabbasso Jazz di International Society Of Bassist Performance Competition tenutosi ad Ithaca, New York e il primo premio all’European Bass Day 2009.

Luca è attualmente impegnato in vari progetti internazionali tra cui Cyrille Aimée, Simon Moullier, Stanley Jordan, Joao Barradas, Nicola Conte.

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La Redazione

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