Quando riaprono le mostre su Raffaello?

Le date ufficiali si fanno attendere, ma quello che è certo è che, dalle Marche all’Umbria, la festa dedicata a

, nell’anno che celebra il cinquecentenario della morte, è solo rinviata.

Le mostre sospese, o mai aperte, a causa dell’emergenza dovuta al coronavirus, dunque, si terranno. Alcune a giugno, altre a settembre e in autunno, qualcun’altra slitterà al prossimo anno.

Intanto il riserbo da parte delle Scuderie del Quirinale circa la riapertura dell’attesissimo percorso

 il più ampio evento espositivo che sia mai stato dedicato all’artista, con 204 i dipinti e i disegni arrivati a Roma da tutto il mondo -accresce la curiosità, mentre i capolavori del maestro sonnecchiano in via Ventiquattro Maggio, sotto teli neri, al riparo dalla luce, in attesa del via libera ufficiale alla riapertura da parte del Governo.

A Urbino, il telefono della Casa Natale di Raffaello squilla, una voce risponde, ma il giorno dell’apertura non c’è.
Così come “resta da stabilire” la nuova data della mostra Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle Grottesche, che avrebbe dovuto inaugurare il 24 marzo al Parco archeologico del Colosseo.
Restando ancora nella capitale, precisamente a Villa Farnesina, rimane al momento confermata la data del 6 ottobre per l’apertura della mostra Raffaello in Villa Farnesina: Galatea e Psiche in occasione della quale saranno svelati i disegni sull’intonaco, scoperti negli anni Settanta, al di sotto del Polifemo di Sebastiano del Piombo e del Trionfo di Galatea di Raffaello, finora mai esposti al pubblico.

Slitta invece al 25 marzo 2021 il percorso espositivo Raffaello e l’Antico nella Villa di Agostino Chigi a cura di Alessandro Zuccari e dalla storica dell’arte Costanza Barbieri che riallestirà, almeno in parte, la collezione del Chigi nel suo luogo originario.

Alla Galleria Nazionale delle Marche Raphael Ware. I colori del Rinascimento in programma a giugno
Alla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino slitta a fine maggio (primi di giugno) la mostra Raphael Ware. I colori del Rinascimento. Il percorso, che avrebbe dovuto chiudersi il 13 aprile slitterà di qualche mese per regalare al pubblico 147 esemplari di maiolica rinascimentale italiana, provenienti dalla più grande collezione privata del settore al mondo.


Coppa, San Girolamo e il leone, Urbino, 1524

La raccolta è di proprietà di un collezionista che ha concesso di esporre il suo tesoro al Palazzo Ducale di Urbino, in concomitanza con la grande mostra Raffaello e gli amici di Urbino conclusasi al Palazzo Ducale lo scorso 19 gennaio.
Già nel Seicento, nei paesi europei, la maiolica cinquecentesca italiana era diventata una vera e propria passione collezionistica e, a quella istoriata, viene associato il nome del celebre artista di Urbino: in inglese Raphael ware.
E Raphael ware è anche il titolo del percorso a cura di Timothy Wilson e Claudio Paolinelli, con la direzione di Peter Aufreiter.

Slitta a settembre e in autunno l’omaggio di Perugia a Raffaello
Anche Palazzo Baldeschi al Corso, a Perugia, rinvia a settembre il proprio omaggio all’Urbinate. Per la mostra Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci, che avrebbe dovuto inaugurare ad aprile, si ipotizza un’apertura a settembre. Con la possibilità di poter anticipare qualora le condizioni organizzative e di sicurezza lo permettano.

Grazie alla collaborazione con l’Accademia è stato progettato un percorso espositivo che si preannuncia originale, coniugando una parte multimediale, ricca immagini immersive, ad una sezione prettamente espositiva.


Pinturicchio, Madonna con il Bambino e san Giovannino, tempera su tavola, 44 x 59 cm

L’universo pittorico di Raffaello sarà ricostruito nella sezione multimediale della mostra, illustrata dal curatore Francesco Federico Mancini, e sarà animato grazie a immagini, mentre nelle sale del palazzo riecheggeranno effetti e visioni di opere prestigiose che appartengono all’attività dell’artista in Umbria, tra il 1500 e il 1504-1505. Non mancheranno materiali d’archivio dedicati a Raffaello e al suo rapporto con questa regione, grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche e dell’Archivio di Stato di Perugia.

La seconda sezione della mostra, dal titolo L’Accademia di Belle Arti di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento, organizzata dalla Fondazione Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” pone in luce come Perugia, insieme a Roma, grazie alla presenza di Tommaso Minardi che dell’Accademia fu direttore, abbia rappresentato un “vivaio di talentuosi pittori che interpretano la lezione degli antichi maestri, Perugino e Raffaello prima di tutti, attualizzandone modelli e stile”.

A seguire, in autunno aprirà, sempre a Perugia, presso il Museo civico di Palazzo della Penna, la mostra Fortuna e mito di Raffaello in Umbria promossa dal Comune di Perugia e curata da Francesco Federico Mancini. Sarà un’occasione per ripercorrere la fortuna e il mito dell’Urbinate attraverso tele, incisioni, disegni, ceramiche e vetri dipinti, dal Cinquecento al Novecento.

Resta invece programmata al 3 ottobre, come da programma, la mostra intitolata La fortuna della Deposizione Baglioni di Raffaello nelle copie perugine, alla Galleria Nazionale dell’Umbria.

Nella città nella quale il maestro lasciò numerosi capolavori come la Pala Ansidei, oggi alla National Gallery di Londra e la Madonna Connestabile, adesso all’Ermitage di San Pietroburgo, saranno esposte sette copie perugine della Deposizione Baglioni, dipinta nel 1507 per l’altare di famiglia nella chiesa di S. Francesco al Prato e fatta rubare da Scipione Borghese nel 1608.

A Gubbio Raffaello e la nuova maiolica
Bisognerà attendere settembre per la mostra, organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte in programma alle Logge dei Tiratori della Lana di Gubbio, dal titolo Dal lustro all’istoriato: Raffaello e la nuova maiolica.

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